I corsi di inglese sono una piaga sociale

Prometto solennemente
di scrivere a breve un post decente.
Ma per ora, ragazzi, non ho idee e non ho tempo….
Perdonatemi, tanto potete tutti vivere
molto dignitosamente
anche in assenza delle mie boiate….
Tema: parla della tua festa della donna

Svolgimento
Oggi è la festa della donna. Una festa scema che non mi piace molto. Ma in questa giornata vengono organizzate iniziative varie, tutte tese a rivendicare i diritti del sesso femminile.
Anche io in giorni come questo mi devo sottoporre a simili torture e quindi stamattina ho deciso che sarei andata alla conferenza stampa della consigliera di parità. E ho chiesto alla collega di venire come me, visto che anche lei è donna…
In strada al primo incrocio un paio di macchine mi negano la precedenza, pur avendo lo stop. E siccome non sono famosa per la mia guida rilassata, ho pensato bene che all’ultimo furbo della fila avrei dovuto bloccare malamente la strada. Alle proteste dell’ignorante in questione, dotato di Y10 violetta color sfiga, il gesto non è piaciuto e quindi ha protestato vivacemente.
Poichè tra le varie cose, non sopporto che mi si mettano i piedi – o come in questo caso – le ruote in testa, gli ho mandato un “vaffanc….” degno di uno scaricatore di porto e ho continuato per la mia strada.
Ma lo squilibrato in questione aveva probabilmente litigato con la moglie, perso il lavoro e preso una martellata nelle palle (posto che le avesse) poco prima, che ha pensato che la cosa non potesse chiudersi in quel modo.
Quindi ci ha inseguito e poi ci ha tagliato la strada ed è sceso.
Abbiamo fatto giusto in tempo a chiudere gli sportelli che si è avventato sulla macchina cercando di aprire. Ho fatto retromarcia e gli ho fatto capire che gli sarei passata sopra, poi l’ho superato mentre prendeva a pugli in mio finestrino e siamo fuggite, anche perchè eravamo in ritardo per la conferenza stampa.
L’abbiamo seminato subito, per fortuna…e dopo un grande spavento abbiamo parcheggiato in un punto nascosto e siamo uscite dalla macchina con occhiali da sole e impermeabile con colletto sollevato per non essere riconosciute da nessuno.
La festa della donna oggi mi ha insegnato molte cose:
1. andare alle conferenze stampa sempre con qualche minuto di anticipo perchè bisogna calcolare gli imprevisti;
2. chiudere bene gli sportelli della macchina perchè nessuno possa aprirli e romperti il muso senza preavviso.
Fine dello svolgimento
Per Azzurra

C’è una mamma in pena per la sua bambina di 4 anni.
Siamo preoccupati del muro di gomma che
circonda questa triste vicenda.
Dateci una mano a far tornare il sorriso ad Azzurra
e alla sua mamma.
L’arcobaleno deve tornare a splendere nella loro vita.
Azzurra è affetta da un rarissimo disturbo
chiamato malattia di Leigh,
che le impedisce di parlare,
camminare e muovere le gambe.
Per nutrirla le è stato inserito un tubo nello stomaco.
Per guarire ha bisogno di particolari cure disponibili negli
Stati Uniti, ma il costo (300.000,00 euro per un anno) è proibitivo
per la sua famiglia.
Per questo i suoi genitori hanno fatto
un appello attraverso il blog curato dalla mamma,
affinché si riesca a raggiungere la somma necessaria per le cure.
Per una donazione
Banca Nazionale del lavoro:
cc 6433 – Abi 1005 – Cab 13974
Grazie del tuo aiuto
Le mani…le sue…

Ieri notte sono tornata alle 9 da una riunione di lavoro.
Ero sfatta e avevo fame. Ma mi ha chiamata il fidanzato di Serena chiedendomi se volessi andare a fare una passeggiata a piedi sul lungomare, come facciamo ogni tanto, anzichè andare in palestra.
Ovviamente gli ho detto di si.
Farei qualunque cosa pur di stare con lui.
Anche perchè rifiutare significa mettere un grosso punto interrogativo sulla prossima volta in cui riscirò a vederlo, quindi meglio non rischiare.
Questo non è il mio solito modo di ragionare.
Di norma con gli uomini sono molto fredda e razionale.
Ma con questo ho deciso di derogare a tutti i miei principi. Forse sbagliando. E ora eccomi qui senza sapere quando e di che morte morirò.
E ad un certo punto mi ha chiesto se intendessi andare al funerale del padre della mia collega. Ho risposto un no secco. Che credo non gli sia piaciuto e che contribuirà in una certa maniera alla valutaizone che lui fa della mia persona.
Ma non m’interessa proprio niente.
Non amo i funerali, li evito in ogni modo. Odio quelle circostanze.
Se morisse mio padre non vorrei nessuno di questo schifo di ufficio – salvo alcune lodevoli eccezioni – a rovinare l’ultimo pezzo di strada che faccio con lui.
Per questo non vado ai funerali quando non ho una grande confidenza con i parenti del defunto. So che possono fare a meno di me. Anzi che la mia presenza, per quanto partecipata è solo etichetta. Quella che io odio. Quella che non tollererei in un simile momento.
Come sarebbe la mia vita se…

Come sarebbe la mia vita se ….mi accontentassi di quello che ho.
Sarebbe più vuota perchè non avrei stimoli a migliorarmi;
Sarebbe più piena, perchè godrei davvero di ogni cosa sino in fondo;
Sarebbe senza emicranie lancinanti;
Sarebbe senza via crucis da un medico all’altro;
Sarebbe serena, perchè è dall’accettazione che viene la tranquillità;
Sarebbe la vita di una persona con la pace nel cuore, che si guarda attorno, vede la disperazione che c’è in giro e pensa di essere comunque, nonostante tutto, molto, molto fortunata.






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